Cominciò con la nebbia e le rane

Luigi Spagnol

Tra le strade e la nebbia della pianura padana, Tarcisio, anarchico d’altri tempi, improbabile dinamitardo, e Lucia, perpetua e poi locandiera, si rincorrono per una vita intera nel piccolo mondo immutabile e rassicurante che ai loro occhi è il Veneto. Al primo incontro, ancora bambini, lui prima la spaventa poi la ammalia “cantando con le rane”; la passione sboccia in pieno Sessantotto, non si placa dopo la caduta del Muro e torna a travolgerli all’alba del nuovo millennio. Tarcisio il sovversivo è come una sciabolata di luce nei giorni grigi di Lucia, che non esita ad abbandonare il marito, il tran tran paesano-parrocchiale e la miseria contadina per seguire il suo eroe che si è messo in testa di uccidere il papa; a sua volta Lucia, finta ingenua e molto pragmatica, è il porto sicuro di Tarcisio, che vi approda a cadenza fissa alla ricerca di una precaria stabilità.

Quasi centenari, ancora incapaci di sottostare alle regole del decoro e del buonsenso, continuano a cercarsi tumultuosamente e amarsi voracemente, mentre Tarcisio ha rinunciato a uccidere il papa perché tanto, morto uno, se ne fa un altro, e Lucia ha rinunciato a trovarsi un altro uomo perché di amore uno basta e avanza, in una vita.

Cominciò con la nebbia e le rane è una commedia agro-romantica che con lingua schietta, stile cinematografico e dialoghi fulminanti racconta l’ultimo secolo di storia italiana attraverso una storia d’amore che più atipica non si può.

 

 

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